lunedì

VUCCIRIA (MOSTRA PERSONALE DI PITTURA -ROMA 2008)

Attraverso la Valle Aurelia e ai miei lati scorgo palazzi arroccati che sembrano i bastioni di un castello. Le strade si inerpicano sui colli e io cammino nel sole. Dai viottoli, tra i balconi appaiono improvvisi gli scorci di San Pietro; e ancora case incastonate tra il verde come gemme preziose. Mi affascina l'alternanza dei pini e dei villini con i loro terrazzamenti del colore dell'ambra. Ancora e' forte il ricordo della veduta che ebbi da quella terrazza; la magnificenza di Trinita' dei Monti in un mosaico di scintillanti finestre, palme e tegole bagnate dalla rugiada del mattino. Sopra di me l'azzurro del cielo striato da bianchissime nuvole che lo trovi solo a Roma; questo mi ripetevo scendendo dal treno ad ogni mio ritorno. Ed ogni volta che ripartivo era una promessa. Ho negli occhi Il rosso dei mattoni che si alterna ai bianchissimi marmi del Foro o dell'EUR, quando passeggiavo per viale Europa... All'ombra dei filari di oleandro e di aranci cammino con lo sguardo verso l'alto catturato dalla scia di ghiaccio dell'aereo che sfreccia altissimo, mentre cerco di evitare quel ragazzo. Lui si specchia nella vetrina del Vucciria mentre lungo le sue gambe si attorciglia il guinzaglio del cucciolo che gioca con la bambina. Entro nell'enoteca e subito la mia immaginazione vola ai mercati siciliani del pescato, alle rosate scogliere che si stagliano sullo sfondo del cielo terso, alle saline e al suo mulino che in loro si specchia. Vola alle infinite siepi di fichi d'india a picco sul mare, che animate dalla brezza del mattino ondeggiano come a salutare il vascello che torna dalla pesca. Gioco con la risacca sulla spiaggia che mi dona le stelle marine, come il sapore di quel vino che mi rimanda agli assolati uliveti tra cui riverbera l'antico tempio. E la ragazza mi viene incontro nella sua posa inconsapevole che rimanda al dipinto di Manet e tutto e' vivo tutto e' ritorno tutto e' casa.